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San Geminiano nel racconto dello scrittore modenese Ugo Cornia

Nebbie e miracoli, autostrade e fast food



Ghirlandina Modena copertina racconto Ugo Cornia




Note speciali: quando irriverenza e rispetto per la tradizione trovano un bellissimo punto d'incontro

 Editore: Il Dondolo| pp. 14


La leggenda di San Geminiano

Il 31 gennaio è una ricorrenza cara ai modenesi, che in questo giorno celebrano il patrono della città.
Geminiano, nato a Cognento, divenne vescovo di Modena per elezione popolare tra il 350 e il 360 d.C. La tradizione lo ricorda come grande esorcista e punto di riferimento per la comunità, che proprio a lui si rivolse le proprie preghiere di fronte all'imminente assedio dell'esercito guidato da Attila. La leggenda narra che una fitta nebbia avvolse la città, nascondendola alla vista dell'armata.
Il miracolo è stato, tra l'altro, recentemente ripreso da Luca Zamoc e Luca Lattuga, writers modenesi, nel murales "Ca' Zemian. La chiesa della nebbia", realizzato per il refettorio "La Ghirlandina" di via Leodoino, all'interno di Palazzo Bentivoglio.
Secondo la tradizione agiografica, una seconda volta San Geminiano salvò Modena da un'invasione nemica: nel 1511, quando apparve sotto le spoglie di un "glorioso vecchio", spaventando a morte i soldati francesi.

Il miracolo della nebbia visto da Cornia

Non esiste modenese, di nascita o adozione, che non conosca la leggenda di San Geminiano e il suo miracolo della nebbia. Quello di Ugo Cornia è un altro modo di narrare questa leggenda, così preziosa per la città. Il suo racconto ironico, sopra le righe, riporta la figura del "glorioso vecchio" canuto tra i comuni mortali, intento a indovinare, in un quiz proposto da Dio, quale sarà l'arma che il Signore gli concederà contro Attila.

Pieno di fiducia Geminiano si rivolge a Dio e chiede: "Ci rifornirai di diecimila galline esplosive da tirare in testa agli Unni?" Dio non tarda a risponde: "Sbagliato. Vi restano soltanto altri tre tentativi". Nuovo scoramento, qualcuno, finito momentaneamente sotto l'influenza del demonio, inizia a dire: "Quello là è un tirchio della malora, va a finire che non ci manda un cazzo di niente".
Nebbie e miracoli, autostrade e fast food, Ugo Cornia, p. 6

San Geminiano vs San Prospero e le autostrade

Il miracolo Geminiano lo compie, la nebbia scende. Ma non tutti sono d'accordo su questa versione. Innanzitutto, ci sono i reggiani, che al loro San Prospero attribuiscono lo stesso miracolo a beneficio della città di Reggio Emilia. Poi ci sono Ermanno Cavazzoni e Stefano Tonietto, "noti storici dell'epoca tardo antica" li definisce scherzosamente Cornia, in realtà scrittore reggiano il primo e latinista padovano il secondo. Entrambi vivi e vegeti nel nostro secolo. Ne vien fuori una esilarante disquisizione a tre su percorsi di guerra, vescovi imbroglioni, autostrade odierne, preferenze unne a tavola e a letto, fino a scomodare persino Garibaldi. Il tutto a sostegno o a sfavore della tesi per cui Attila non sarebbe mai neanche passato da Modena.

Nelle note alla fine dell'ebook, Nebbie e miracoli, autostrade e fast food viene definito come "una leccornia che non può mancare nella biblioteca digitale di nessun modenese". Non solo sono assolutamente d'accordo, ma credo anche che l'originalità, la freschezza dei toni e l'irriverenza con cui la storia di questo santo è raccontata nelle pagine di Cornia, possa incuriosire e far conoscere la leggenda di San Geminiano e un'importante tassello della tradizione modenese anche a chi per l'agiografia non nutre alcun interesse.

Dove e come scaricare gratuitamente il racconto

Nebbie e miracoli, autostrade e fast food è un ebook di pubblico dominio, edito da Il Dondolo, casa editrice digitale del Comune di Modena. L'epub e il pdf  sono scaricabili senza alcun costo dal sito Emilib (per i  libri del catalogo open source non è necessario il login).

Altre pubblicazioni di Ugo Cornia

Lo scrittore modenese ha pubblicato libri con diverse case editrici e, insieme al sopracitato Cavazzoni e altri, ha contribuito con un proprio capitolo al documentario collettivo Formato ridotto. Libere riscritture del cinema amatoriale con l'episodio intitolato Strade.
  • Sulla felicità a oltranza (Sellerio, 1999)
  • Quasi amore (Sellerio, 2001)
  • Roma (Sellerio, 2004)
  • Le pratiche del disgusto (Sellerio, 2007)
  • Sulle tristezze e i ragionamenti  (Quodlibet, 2008)
  • Le storie di mia zia (e di altri parenti) (Feltrinelli, 2008)
  • Modena è piccolissima - scritto con Giuliano Della Casa ( EDT, 2009)
  • Operette ipotetiche (Quodlibet, 2010)
  • Autobiografia della mia infanzia (Topipittori, 2010)
  • Il professionale. Avventure scolastiche (Feltrinelli, 2012)
  • Scritti di impegno incivile (Quodlibet, 2013)
  • Animali (topi gatti cani e mia sorella) (Feltrinelli, 2014)
  • Sono socievole fino all'eccesso (vita di Montaigne) (Marcos y Marcos, 2015)
  • Buchi (Feltrinelli, 2016)

Consigli non richiesti

Su Emilib trovi anche Un quaderno rosa, ebook gratuito scritto per Il Dondolo da Stefano Massini.

Buone letture,
Angela
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7 scrittori diventati di pubblico dominio nel 2018 | Good Book Night

Leggere gratis: gli autori che hanno perso il copyright dal 1° gennaio 2018


libri decorazione soffitto





Buongiorno, lettori! A Capodanno c'è chi si riprende dal veglione, chi giura vendetta sul pandoro (che proprio quello, eh, gli ha provocato un'indigestione)...e chi va a spulciare la lista di autori che dal 1° gennaio sono ufficialmente diventati di pubblico dominio. Sto parlando di tutti gli scrittori le cui opere non sono più coperte da copyright, in quanto sono passati 70 anni dalla loro morte.
Ok, la questione in realtà è un po' più complessa: non significa che in automatico potete scaricare legalmente qualsiasi loro ebook, ad esempio (ad alcuni sembrerà una considerazione scontata, ma, fidatevi, non lo è!)

Cosa si intende per libro o autore di pubblico dominio?


Con la definizione "pubblico dominio" si fa riferimento alla libera riproduzione di un'opera (anche teatrale, musicale, pittorica per intenderci), non più quindi sottoposta a tutela legale. In pratica, gli eredi viventi dell'autore perdono i diritti sui guadagni derivati e non è necessaria alcuna autorizzazione per il loro utilizzo.
Non è un caso che il film d'animazione il Piccolo principe sia arrivato nelle sale proprio nel 2015: l'autore Antoine des Saint-Exupery è infatti morto nel luglio 1944, ovvero 70 anni prima.
I termini temporali di decadenza del copyright non sono comunque uguali in tutto il mondo (si considera sempre il paese d'origine dell'opera): in Messico gli eredi perdono i diritti sull'opera dopo 100 anni. Al contrario, in Canada sono tutelati solo per 50 anni.

Una situazione particolare è quella degli Stati Uniti, dove è stata fatta una distinzione tra le opere pubblicate prima e dopo il 1923. Fino al 1923 sono considerate di pubblico dominio, dal 1923 al 1963 sono tali solo se non viene rinnovato il copyright o se l'opera è priva di avviso relativo ai diritti. Quanto è stato pubblicato dopo il 1963 è invece sottoposto copyright fino a 95 anni non dalla morte dell'autore, ma dalla prima pubblicazione, decisione presa oltreoceano per tutelare i diritti su Topolino.

Discorso a parte, in Italia, viene fatto per le edizioni critiche o scientifiche di libri di pubblico dominio: su queste  le case editrici conservano i diritti per 20 anni, ma solo relativamente a note e apparato critico.

Scrittori e scrittrici di pubblico dominio a partire dal 2018


Emma Orczy e le imprese della Primula Rossa

Morta il 12 novembre 1947, il suo nome completo era niente di meno che Emma Magdalena Rosalia Maria Josefa Barbara Orczy. Una robetta facile da ricordare. La sua carriera di scrittrice iniziò dopo il matrimonio con il pittore Montague Barstow, che la incoraggiò a pubblicare i suoi scritti. L'opera per la quale è senza dubbio più famosa è La primula rossa, un ciclo di romanzi ambientato al tempo della Rivoluzione francese, più precisamente durante il Regime del Terrore. Protagonista della storia è una misteriosa figura, che firma le proprie imprese con il fiore scarlatto che dà il titolo alla saga e si erge a difesa dei nobili perseguitati. Il primo fascicoletto fu pubblicato in Italia cinque anni dopo (nel 1910) in allegato al Corriere della Sera e nel 1930 la Salani distribuì il volume completo. 
Dalla serie Primula rossa sono stati tratti due film: uno cinematografico (adattamento della piece teatrale) nel 1934 e due televisivi nel 1917 e nel 1982 con Jane Seymour e Ian McKellen.

Hans Fallada e la resistenza tedesca al nazismo

Scrittore tedesco morto il 5 febbraio 1947. Il nome con cui ha firmato tutte le sue opere è uno pseudonimo tratto dalle fiabe dei fratelli Grimm, all'anagrafe era registrato come Rudolf Wilhelm Friedrich Ditzen.
Il suo romanzo più famoso E adesso, pover'uomo?, tradotto in Italia prima da Mondadori nel 1933 e poi da Sellerio nel 2008, racconta la Germania tra i due conflitti mondiali attraverso la storia di Johannel Pinnenberg, rappresentante della borghesia colpito dalla crisi degli anni '20.
Tra le sue altre opere tradotte in italiano abbiamo Ognuno muore solo, definito da Primo Levi "il libro più importante che sia mai stato scritto sulla resistenza tedesca al nazismo", e Nel mio paese straniero, un diario sulla sua vita come intellettuale sotto il regime nazista scritto nel 1944, mentre si trovava rinchiuso in un manicomio criminale in Prussia.
Su Ognuno muore da solo è basato il film "Lettere da Berlino" (2016) diretto da Vincent Peréz con Emma Thompson e Brendan Gleeson.

Hugh John Lofting, il creatore del Dottor Dolittle

Autore britannico morto il 26 settembre 1947, anche per lui la scrittura, in un certo senso, è stata figlia della guerra: iniziò infatti a cimentarsi nella letteratura mentre si trovava in trincea durante la Prima Guerra Mondiale.
Gli altri soldati scrivevano lettere ai propri cari, Lofting inviava racconti per i figli. Nacque così un personaggio che molti di noi hanno conosciuto con il volto di Eddie Murphy: il Dottor Dolittle, il medico in grado di parlare con gli animali. Su di lui Lofting scrisse ben 14 romanzi.
In realtà la prima trasposizione cinematografica dei suoi libri risale al 1967: Il favoloso dottor Dolittle, diretto da Richard Fleischer, di cui il film del 1998 con Eddie Murphy, diretto da Betty Thomas, è un remake. Probabilmente più fortunato, visto che nel 2001 fu girato un sequel. Meno noti i tre film girati dal 2006 al 2009 in cui non compare più Eddie Murphy e la protagonista diventa Maya Dolittle, la figlia ormai adolescente del dottore.

Sergej L'vovič Tolstoj e le memorie del padre

Morto il 23 dicembre 1947 era il primogenito del più noto Lev Tolstoj. In vita si occupò soprattutto di critica musicale, ma dopo la morte del padre pubblicò nel 1962 in inglese un libro di memorie intitolato Tolstoy Remembered by His Son con la casa editrice newyorkese Atheneum.

Samuel Lloyd Osbourne, il figliastro di Stevenson

Scrittore statunitense, morto il 22 maggio 1947, in un certo senso anche lui figlio d'arte. Infatti la madre Fanny Van de Grift sposò in seconde nozze Robert Louis Stevenson, che proprio per lui, al tempo dodicenne, scrisse L'Isola del tesoro.
Insieme al patrigno collaborò per la stesura di tre romanzi:  La cassa sbagliata, Il relitto e Il riflusso della marea.

Marie Belloc Lowndes, che ispirò Hitchcock

Autrice britannica, morta il 14 novembre 1947. Tra i suoi romanzi il più famoso è sicuramente Il pensionante, un giallo incentrato sul delitti di Jack Lo Squartatore e pubblicato in Italia da Sellerio. Su questo romanzo è basato un film di Alfred Hitchcock del 1927.

Matthew Phipps Shiel e il primo romanzo apocalittico

Morto  17 febbraio 1947, lo scrittore britannico pubblicò diversi romanzi inseriti nel genere paranormale e fantasy. Il più noto è La nube purpurea che racconta la storia del dottor Adam Jeffson, unico scampato alla nube tossica generata da un'eruzione vulcanica che ha messo fine alla razza umana. O almeno così crede per diversi anni.
In Italia il romanzo, considerato il precursore del genere apocalittico, è stato tradotto per la prima volta parecchi anni dopo la prima edizione originale, che risale al 1901, con il titolo La nuvola porpora, poi modificato nell'edizione di Adelphi del 1967. A questo libro il regista Ranald MacDougall si è ispirato per il film "La fine del mondo" (1959).

Dove leggere gratis ebook di pubblico dominio


Pubblico dominio e traduzioni

Come ho scritto all'inizio, le edizioni critiche e le traduzioni non sono free: non potete riprodurre integralmente un libro tradotto da qualcuno che ci ha impiegato tempo, sangue e sudore, per non parlare delle immagini inserite all'interno che hanno un loro copyright e così via. Altrimenti le case editrici sarebbero così stupide a spenderci dei soldi? Anzi, spesso usano questi libri privi di diritti da pagare ad autore ed eredi per ammortizzare il proprio bilancio. In fondo, un classico della letteratura si trova a prezzi davvero bassi, a meno che non si tratti di una speciale edizione, ad esempio una illustrata (appunto come dicevo sopra).

Ebook gratuiti e dove trovarli

Tuttavia in rete esistono diversi siti e progetti che mettono a disposizione traduzioni libere e, se non possedete un ereader, potete comunque scaricare il file e stamparlo (certo, magari se è un libro di millemila pagine vi conviene di più comprare un'edizione economica o un libro usato).


  • MedialibraryOnline (MLOL): una rete per il prestito digitale che nella sezione Open (contrassegnata in arancio) mette a disposizione molte opere di pubblico dominio. Io solitamente accedo al loro database da Emilib (fantastica per prendere in prestito ebook molto recenti), che si appoggia al loro servizio ma è una rete localizzata e accessibile solo da Modena, Reggio Emilia, Parma e Piacenza per chi è iscritto alle biblioteche aderenti al progetto.
  • Feedbooks: nella sezione "public domain" trovate titoli di diverso genere, suddivisi per categorie.
  • Liber Liber: è probabilmente il portale più conosciuto tra quelli dedicati alla lettura digitale gratuita.
  • Progetto Gutenberg/italiano: personalmente uso questo sito più per cercare testi in lingua inglese (ad esempio, una raccolta di favole irlandesi che non riuscivo a trovare altrove), ma è navigabile in tantissime lingue. Contiene persino una categoria di libri (devono essere almeno 50 perché venga creata una sezione indipendente) in napoletano e calabrese, quindi diciamo che non si fanno mancare nulla!


Io tengo sempre a mente queste liste, soprattutto perché ok che leggere tanto fa bene alla mia mente, ma non tanto al mio portafoglio e questo è uno dei modi (oltre a biblioteche, prestito digitale, racconti etc) per non farsi mai mancare una buona lettura prima di andare a letto! :)

Voi dove scaricate legalmente gli ebook? 


Buone letture,
Angela
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La ghostwriter di Babbo Natale di Alice Basso

Racconto di un insolito Natale per Vani Sarca

copertina la ghostwriter di Babbo Natale



Note speciali: A Torino il Natale lo salva il Grinch!
Ebook gratuito Alice Basso| Editore: Garzanti|  Anno: 2017| pp. 42


Buongiorno! Oggi vi propongo la recensione di un racconto breve scritto da Alice Basso come regalo ai suoi lettori (e come ottimo espediente per far conoscere il suo personaggio a coloro che ancora non sono tali: presente!).
Per chi non la conoscesse, la Basso, oltre a lavorare come traduttrice ed editor, è l'autrice di una serie di romanzi mistery  che hanno come protagonista Silvana, detta Vani, ghostwriter quasi per vocazione.


Recensione

Quando la mattina del 24 dicembre Vani scopre di aver l'influenza, non le sembra vero e sente che potrebbe scoppiare a piangere da un momento all'altro. Di gioia.
Quale scusa migliore per scansare il fatidico cenone in famiglia? Non che lei la sua la detesti, non è nulla di personale. È l'umanità in generale a irritarla. Peccato che nel giro di un paio di botta e risposta al telefono, sua madre trasformi il suo Natale perfetto in un incubo, annunciando l'unica soluzione plausibile.
Alle 20 in punto i parenti che pensava di riuscire a evitare fino a dopo Santo Stefano invadono senza troppe cerimonie il suo miniappartamento. Muniti di pentole, tupperware pieni di cibo di ogni sorta, aria schifata (sua sorella), mutismo strategico (suo padre) e la forza di un tornado (sua madre). A Vani non resta che trangugiare la cena, cercando una scusa per buttarli fuori prima possibile e godersi la sua amata solitudine conquistata mesi prima, quando grazie al lavoro di ghostwriter è finalmente riuscita a pagarsi un affitto. Stanno giusto terminando (cena e battibecchi) quando vengono interrotti da un baccano improvviso proveniente dal piano di sopra.
Pur di prendere una boccata d'aria, Vani sceglie di andare su e bussare alla vicina, di cui sa pochissimo: ha un cognome, nome non pervenuto e una figlia di 7 anni piuttosto taciturna. Quando la porta della signora Cossato si apre, si trova davanti una stanza piena di adulti intenti a discutere e bambini che sfrecciano alla velocità della luce in ogni dove o sono impegnati a tirarsi i capelli. L'inferno in terra.
La vicina si scusa e le fa intendere che non vuole disturbarla con i loro problemi, ma Vani si ricorda che anche al piano di sotto la situazione non è proprio paradisiaca e decide quindi che interagire con quegli esseri umani non è in fondo una pessima idea.
Il chiasso, le spiega la signora Cossato, è dovuto alla sparizione del regalo di uno dei bambini dalla stanza. Un vero e proprio "delitto a porta chiusa".

Con l'esperienza dettata da centinaia di gialli letti, tradotti o scritti per altri, e un talento particolare, quello di  comprendere le menti altrui e dare "voce" ai loro pensieri sulla carta, tocca a Vani Sarca, il Grinch di Torino, salvare il Natale.

Mi chiamo Vani Sarca e mi fa schifo tutto, da quando sono nata. Non ho nemmeno mai amato i miei compagni di scuola, dei miei rapporti con la famiglia si è appena avuto un assaggio, gli esseri umani tutti mi danno fastidio, il mondo mi disturba.
Sto bene da sola che poi significa coi miei libri, che poi significa che da sola non sono davvero mai.
La ghostwriter di Babbo Natale, Alice Basso, p. 3

Impossibile non adorarla. Ho capito che avrei amato questo racconto e Vani Sarca esattamente dopo queste righe. Sarcastica, misantropa, piuttosto brillante e probabilmente più sensibile di quanto lei stessa creda. Ho immediatamente sentito una forte empatia nei suoi confronti e per il suo modo di vedere il mondo.
La scrittura di Alice Basso è scorrevole, frizzante, perfettamente in linea con il suo personaggio principale.
Non so voi, ma io avevo già  i suoi libri nella mia lista TBR e sono adesso ancora più convinta di leggere la serie di romanzi di cui questo racconto è uno spinoff!

Potete leggere gratis l'ebook "La ghostwriter di Babbo Natale", scaricandolo direttamente sul vostro kindle o kobo dallo store oppure dai vari siti, accedendo al vostro account. Personalmente ho trovato molto più comoda la prima soluzione.

Gli altri libri di Alice Basso



  • L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome (2015)
  • Scrivere è un mestiere pericoloso (2016)
  • Non ditelo allo scrittore (2017)


Buone letture,
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Un quaderno rosa di Stefano Massini


La storia della prima e unica donna del Giro d'Italia


Un quaderno rosa di Stefano Massini

Autore: Stefano Massini| Editore: Il Dondolo | pp. 33 


Era il 16 marzo di fine '800 quando Alfonsina Morini nasceva nella campagna sperduta di Castelfranco Emilia, in provincia di Modena. Un posto da cui cercherà di fuggire, anche solo isolandosi, per gran parte della sua infanzia e adolescenza, fino a riuscirci.

Fuori luogo. Sono sempre stata fuori luogo, io. Il nome, il cognome, l'anno. L'esser Alfonsina invece che Alfonsin. Tutto sbagliato.Rammenta, cara mia: sei un errore con due gambe sotto. E sotto le gambe, per fortuna, i pedali.
Ma è colpa mia se là dove son nata le strade sono dritte lunghe fatte apposta per correrci su in bici?
Un quaderno rosa, Stefano Massini, p. 10

La sua storia bisogna proprio andare a scovarla, nonostante lei un po' l'abbia fatta. Perché se andate a cercare la definizione di Giro d'Italia c'è scritto chiaramente "corsa a tappe maschile". Eppure, nel regolamento non era specificato da nessuna parte e l'Alfonsina al Giro del 1924 partecipò, eccome. Mica male, per citare il testo.
Lei resterà l'unica donna del Giro d'Italia, solo 64 anni dopo verrà fondato il "Giro Rosa", l'equivalente della corsa maschile.

Corriere dello Sport su Alfonsina Morini Strada
Corriere dello Sport, 14 maggio 1924


Questo finto diario, scritto sulle pagine di un quaderno rosa con lo stemma della competizione che le viene donato insieme ai fiori alla fine del Giro, non è una favola contemporanea. È una bella storia piena di "nonostante". Nonostante fosse una donna. Nonostante suo padre, che diede via la sua Bianchi non appena scoprì che partecipava di nascosto alle gare dei dintorni.


La prima volta che vinsi qualcosa,fu una cassetta piena zeppa di ciliegie di Vignola. Mi sembravano le più belle ciliegie di tutta l'Emilia,rosse vive che nemmeno i bolscevichi in Russia.

Nonostante quel giornalista che le soffiò in faccia un "se ne torni dal marito". Mica lo sapeva lui, che proprio il Luigino ce l'aveva mandata. Ci pensò Alfonsina a farglielo presente, che poi era per questo che si era sposata, per non stare più alle regole di suo padre.
Nonostante, quindi, si fosse dovuta un trovare un marito per poter finalmente correre con la sua bicicletta, a soli 15 anni. Un marito che, però, in dono di nozze le offrì una bici. Che passò la sua vita a incoraggiarla.Che, in vista del Giro d'Italia del 1924, le disse: "Vacci o non ti parlo più quanto è vero il Cristo".

In "Un quaderno rosa" non sono solo i "no" ad accompagnare Alfonsina Morini Strada al Giro d'Italia. Ci sono anche le voci di tante donne, che fanno da sottofondo e se ne restano un po' in disparte in quel mondo ancora così tanto in mano agli uomini. Ci sono le frasi della zia paterna, Enza, che a volte cita Carolina Invernizio e l'unico libro mai letto in vita sua (e in tutta la famiglia Morini), ci sono i rimbrotti della Gina, la madre di Alfonsina, che ripeteva costantemente l'avvertimento, che poi la figlia fa suo e adatta alla sua vita: "Quando apro i miei cassetti voglio trovarli pieni". Ci sono le donne genovesi, affacciate dai balconi, che con le loro voci di sostegno l'avvolgono quando viene messa in discussione la legittimità della sua partecipazione al Giro.

...e così una dopo l'altra, da terrazzi e da finestre, poi perfino per strada, che fu come se tutte le donne di Genova fossero scese giù a darmi man forte contro quei baffi.
Un quaderno rosa, Stefano Massini, p. 13

Sembra quasi un paradosso che proprio tutto quello che l'ha ostacolata fin dall'inizio - l'essere donna, la famiglia, la piccola comunità bigotta in cui è nata - siano poi in un certo senso il suo sostegno e il centro dei suoi pensieri durante e dopo la Gara. Forse perché il trucco sta nel saper prendere il meglio di tutto e buttare via quanto è d'intralcio. Nell'accettare che le radici sono un vincolo ma anche un sostegno.


Finalisti Premio Campiello 2017
Stefano Massini tra i cinque finalisti Premio Campiello 2017


Stefano Massini, candidato al Premio Campiello 2017 con "Qualcosa sui Lehman", ce la racconta così Alfonsina Morini Strada, in questo ebook gratuito realizzato con "Il Dondolo" la casa editrice digitale del Comune di Modena diretta da Beppe Cottafavi e nata proprio con l'intento di promuovere le eccellenze del territorio, che non sono solo motori e tortellini, ma anche grandi scrittori e impavide cicliste.

Trenta pagine scritte così bene, che sembra quasi di sentirla nella testa la voce di Alfonsina che ci racconta il suo coraggio.

Trovate l'ebook gratuito sulla rete "Emilib" di MediaLibraryOnline sia in epub che in formato per Kindle.


Altri ebook gratuiti pubblicati dal Dondolo:

Nebbie e miracoli, autostrade e fast food di Ugo Cornia

Buone letture,
Angela


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