Fairfax e Coldwin: due vampiri al tramonto di un'epoca | Good Book Night

Fairfax & Coldwin di Alessio Filisdeo


cover fantasy Fairfax & Coldwin con frase del libro



Editore: Nativi Digitali | Anno: 2017| pp. 250

"Si osservarono l’un l’altro per un istante: critici, esigenti, ostili. E quell'odio reciproco, un tempo intollerabile adesso quasi li confortava.
Era come se al mondo ogni cosa potesse cambiare, ogni cosa e persona, ma non quell'odio. 
L’odio era una costante, un’ancora a cui aggrapparsi, un faro verso cui rivolgersi".
Fairfax & Coldwin, Alessio Filisdeo, p. 96



Europa, epoca napoleonica. Fairfax e Coldwin, due antichi vampiri, si apprestano a compiere l'ennesima commissione da mercenari per conto di uno dei Principi che ancora resistono al potere. Braccati dai templari, ordine che dall'alba dei secoli dà la caccia alle creature oscure come dannati o streghe, e da altri Fratelli vampiri, che li vogliono morti.
Il loro compito risulta sin da subito controverso (più del solito, almeno): sono stati, infatti, incaricati di trovare e riportare in Inghilterra una bambina umana, sottratta qualche mese prima a Georgiana De Winter, sua tutrice immortale. La piccola Blanche Varens, orfana protetta da una misteriosa creatura di sangue, è molto di più di quel che appare. Mortale, sì. Ma umana? Persino Fairfax & Coldwin, noti in tutta Europa per stragi compiute senza riguardi per uomini, donne o bambini, ne sono intimoriti.

Tutti sembrano interessati alla bambina, ma perché? Per i due vampiri è una questione di sopravvivenza: troppi, sia il Principe che affida loro l'incarico, sia la potente creatura votata a proteggere la piccola sono a conoscenza del loro più intimo segreto, la maledizione che da secoli, insieme ad un antico odio reciproco, li tiene uniti.
Per centinaia di anni hanno ucciso, purché questo vincolo restasse celato. Adesso, mentre il mondo cambia, gli imperi cadono e i vampiri lottano per un proprio posto nel mondo, dovranno invece combattere per la vita di un'umana in cambio della propria.


"Se vogliamo che tutto rimanga com'è, bisogna che tutto cambi"


Così recitava ne "Il Gattopardo" Tancredi in partenza. Il contesto è diverso, è quello del Risorgimento italiano in cui una nobiltà come quella dei conti di Salina cerca di trovare un nuovo posto per non soccombere. Sorte simile, nel libro di Filisdeo, tocca ai dannati, che per secoli hanno governato l'umanità e tirato le fila del mondo mortale.


Il tempo dei “c’era una volta” sbiadiva all'orizzonte, e i mostri, quelli veri, quelli che dimoravano negli incubi tanto quanto nel mondo umano, resistevano aggrappandosi tenacemente alla notte come una zecca ostinata fa col suo sfortunato ospite.
Fairfax & Coldwin, Alessio Filisdeo, p. 29

Cacciati dai loro palazzi in Europa, perseguitati dai Templari che, servendosi della Rivoluzione francese, sono riusciti a mettere fine a numerose casate di vampiri. Pochi principi, giovani e quindi più deboli, ma anche  più capaci di adattarsi alla nuova era, resistono al potere. Dall'altra parte, creature di sangue come Fairfax e Coldwin: antiche, nate in un'epoca lontana in cui la notte non era fatta per nascondersi ma per celebrare la propria natura, in cui  gli umani erano prede, famigli, schiavi, non collaboratori cui era necessario affidarsi per sopravvivere.

"Siamo eterni, signori” sorrise “non invecchiamo. Il nostro corpo non cambia. La nostra giovinezza, la nostra avvenenza, resta immutata. Eppure anche le nostre idee non cambiano” si fece più grave: “i tempi cambiano. Noi no. E questo è un grave limite della nostra razza”.
Fairfax & Coldwin, Alessio Filisdeo, p. 41


Stridono, questi due modi di vivere l'immortalità, ma si incontrano, infine, in Blanche: l'alba di una nuova epoca. La bambina impossibile, per dirla alla Doctor Who.

Una passeggiata nel passato


Il contesto storico, arricchito di leggende e vecchie tradizioni appena accennate lungo il racconto, affascina.
Il linguaggio sontuoso, ma mai pesante, che veste il racconto come i dialoghi dei personaggi, coinvolge e permette al lettore di calarsi completamente nel mondo creato dall'autore.
Non è facile. Spesso, gli scrittori che aspirano a muovere i propri protagonisti in un'epoca lontana finiscono per limitarsi a incollare qua e là velluti e parole antiquate su personaggi che si muovono in quel contesto storico come elefanti in un negozio di cristalli. Leggendo il fantasy di Filisdeo, invece, ho sentito l'eleganza dei ceti nobili, ho temuto la brutalità di un mondo costruito dagli uomini in cui le donne sono un mero oggetto, ho percepito la fame di vampiri ben lontani da quelli cui il genere paranormal, urban o young adult ci ha abituati.


“Odio che mi si salvi l’anima senza che prima ci si premuri a chiedermi il consenso! E voi, signor Coldwin?” chiese il signor Fairfax
“Io non ho un’anima” rispose con tono raschiante il signor Coldwin spalancando le fauci, affondando i canini perlacei nel collo del malcapitato, bevendo con avidità.
Fairfax & Coldwin, Alessio Filisdeo, p. 26


Su questo fantasy ho un unico appunto. Non per fare il Fairfax della situazione, ma, per gusto personale, avrei apprezzato in alcuni punti un linguaggio meno volgare. Ne riconosco, tuttavia, la coerenza con l'atmosfera generale del romanzo e con un contesto in cui determinati modi, espressioni e atteggiamenti, in particolare riferiti al sesso femminile, erano considerati tutt'altro che inappropriati o eccessivi.

Fairfax & Coldwin è un romanzo per gli amanti del fantasy disincantato, per lettori che cercano una storia in cui non c'è spazio per struggenti amori cavallereschi, liceali alla prima cotta o pietà per noi miseri umani.

Gli altri romanzi e un ebook gratuito di Alessio Filisdeo


L'autore non è nuovo a pubblicazioni con Nativi Digitali, una casa editrice bolognese che proprio quest'anno festeggia i suoi primi tre anni di attività. Dello stesso scrittore nel loro catalogo trovate:

  • Una notte di ordinaria follia
  • Le follie del vampiro Nik (racconto in download gratuito, spin-off del precedente romanzo)
  • Il Risveglio della Cacciatrice


Buone letture,
Angela

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Italian Book Challenge 2018: cos'è e come partecipare alla sfida per lettori indipendenti?

Riparte a marzo la gara nazionale di lettura


logo italian book challenge



Manca poco meno di un mese all'inizio della terza edizione del campionato dei Lettori indipendenti! Pronti a mettervi alla prova e sfidare i lettori di tutta Italia?

Cos'è l'Italian Book Challenge?


Non ne hai mai sentito parlare? Bene, partiamo dall'inizio. Tre anni fa Serena Casini,che insieme al compagno gestisce la Libreria Volante di Lecco, ha deciso di rilanciare in Italia un'iniziativa simile ad altre diffuse all'estero già da alcuni anni: una sfida tra lettori che coinvolgesse in primo luogo le librerie indipendenti, sempre più massacrate da store online, gdo e catene, spingendole a lavorare insieme per promuovere la lettura in un modo nuovo. Grazie alla collaborazione con altri amici librai, eccoci qui dopo tre anni a parlare ancora della Italian Book Challenge. A volte, le idee migliori nascono per gioco.
Nonostante la sua libreria sia giovanissima, basta dare un'occhiata al sito per capire come Serena e Andrea credano davvero nella necessità di creare un ponte tra lettori e libri (oltre che librai). Ad esempio, tra i diversi servizi prestati c'è quello dei "Libri volanti a domicilio" per chi, a causa di orari d'ufficio e mille impegni, magari non riesce a passare dalla libreria prima dell'orario di chiusura.


Sei un libraio indipendente o un lettore?


Nel primo caso, hai tempo fino al 15 febbraio per iscrivere la tua libreria all'elenco di quelle aderenti al progetto. Puoi farlo, semplicemente, inviando una mail a eventi@festivalgiallogarda.it. I lettori della tua zona intenzionati a partecipare alla challenge potranno rivolgersi a te per informazioni sulle modalità e iscriversi, acquistando il primo libro.

Se, invece, vuoi prendere parte all'Italian Book Challenge come lettore non dovrai fare altro che recarti dalla libreria a te più vicina, tra quelle che hanno scelto di prendere parte all'iniziativa e aderire come lettore! Il tuo libraio di riferimento ti fornirà tutti i dettagli necessari.

Quali regole per i lettori?



  • Primo step: leggere almeno 25 libri, uno per categoria, tra le 60 indicate dal regolamento. Entro il 31 gennaio 2019.
  • La challenge non è finita qui, però. Superato il numero minimo di libri da leggere, punta a coprire tutte le categorie!
  • Ovviamente, l'adesione comporta delle condizioni. L'Italian Book Challenge nasce come iniziativa per sostenere le librerie indipendenti. Tutti i lettori devono infatti acquistare i libri in gara presso quelle presenti nell'elenco ufficiale, che convalideranno di volta in volta la loro partecipazione.

Sei un lettore italiano fuori sede?


Nessun problema: l'Italian Book Challenge quest'anno ha fatto un passo avanti! Nell'elenco che ho messo in fondo, infatti, trovate anche Italian BookShop, una libreria che ha sede a Londra.

Sì, ma cosa vinco, se concludo la Book Challenge? 


Domanda lecita. Ogni libreria partecipante (finora sono 43, ma l'elenco completo uscirà il 25 febbraio) regalerà al vincitore o alla vincitrice un libro: fatevi due conti. Non male, vero?


Quali librerie partecipano in Emilia-Romagna?


Finora, sono sei le librerie della regione che hanno risposto alla chiamata, una di queste si trova a Modena. Nell'immagine in fondo trovate l'elenco completo :)


  • Emily Bookshop (Via Fonte d'Abisso 9/11, Modena)
  • Libreria Trame (Bologna)
  • Libreria Biblion (Granarolo nell'Emilia)
  • Libreria di bordo (Parma)
  • Libreria Piccoli Labirinti (Parma)
  • Libreria Voltapagina (Parma)


elenco librerie Italian Book Challenge divise per regione


Buone letture,
Angela


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La banda degli invisibili di Fabio Bartolomei | Good Book Night

Quando un gruppo di partigiani prova a salvare (di nuovo) l'Italia


cover del libro La banda degli invisibili con frase



Note speciali: qualcuno chiami gli invisibili, ché abbiamo bisogno di essere salvati un'altra volta
Edito da: E/O edizioni | Anno: 2013 | pp. 208


Siamo i vecchi del quartiere, forse non i più vecchi ma di sicuro quelli più in gamba.
La banda degli invisibili, Fabio Bartolomei, p. 33

Buongiorno, Lettori! Oggi vi parlo di un libro scritto da Fabio Bartolomei e quindi sono molto fiera di sottolineare che sto rispettando uno dei miei buoni propositi per il 2018: leggere più autori italiani!
Qualche settimana fa, spulciando il sito Emilib alla ricerca di un ebook da leggere la sera, ho beccato al volo la descrizione: un gruppo di anziani del quartiere romano Montagnola organizza il rapimento di Silvio Berlusconi.
E niente. A marzo ci sono le elezioni, io non sono in silenzio elettorale e volevo un libro che mi facesse sorridere.

La trama


Andiamo per ordine. Angelo, Filippo, Ettore e Osvaldo vivono in un piccolo quartiere, passano le loro giornate al centro anziani o al bar di Fernanda. Ogni tanto fanno una passeggiata tra i cantieri, giusto per non deludere i cliché. Arrancano a fine mese, chi più chi meno, e da bravi ex partigiani (tutti tranne uno, Filippo), non perdono occasione per ultimare una missione: salvare l'Italia.
Il loro ragionamento è semplice: sono riusciti a difenderla dai tedeschi, volete che non riescano a salvarla da se stessa?
In fondo, dal Premier (le cui battutacce fuori luogo aprono ogni capitolo come parodia  di una citazione ad honorem) vogliono solo una cosa: delle scuse, ufficiali, accuratamente registrate. Per ottenerle hanno bisogno di un piano in modo da andargli abbastanza vicino, ma la verità è che nessuno bada mai a loro: considerati innocui, un po' inutili e rimbambiti. Certamente non un pericolo per la sicurezza nazionale.

"Sono Angelo di Ventura, partigiano, nome di battaglia Arcangelo" rispondo.
"Non siamo in guerra. Io sto cercando di aiutarla".
Cerca di aiutarmi, è vero, lo vedo dall'espressione del volto. Ma non può, perché non capisce. Crede che debba esserci per forza qualcuno dietro di noi perché dei partigiani ha solo sentito parlare e non sa di cosa eravamo capace. Avrà anche letto qualcosa, forse, ma di sicuro non si è mai scomodato per venire a parlare con uno di noi e scoprire che la nostra incazzatura ci accompagnerà fino alla morte. 
La banda degli invisibili, Fabio Bartolomei, p. 205


Anziani dimenticati, giovani in fuga. E all'Italia chi ci pensa?


Avevamo fatto un ottimo lavoro, liberando l’Italia e rimettendola nelle mani degli italiani, poi non so cosa sia successo, dobbiamo esserci distratti per qualche decennio. All'improvviso si sono sentiti spari e bombe, dopo un po’  è partita la sigla di Drive in, un magistrato con seri problemi di dizione s’è incazzato con i politici e ci siamo ritrovati qui , nelle mani di un vecchio che racconta barzellette sporche.
Fabio Bartolomei, p. 86

Per una volta, essere ignorati sistematicamente dalla società gioca  a loro favore. Sono la banda degli invisibili, appunto, ma dietro l'ironia della situazione, di un piano strampalato e dell'obiettivo strategico da cinepanettone, quella che Bartolomei racconta è una realtà triste quanto comune: anziani abbandonati a se stessi, trattati come un peso. Certo, non è così per tutti. Lauretta ha le sue figlie, Filippo ha il nipote Manu, che però è costretto ad andare all'estero dopo anni da assegnista precario all'università.
Il punto è che la vita va avanti e loro vengono, per un motivo o un altro, lasciati indietro. L'autore ci racconta tutto questo, ma anche che la vita a 70 o 80 anni può essere una seconda opportunità. Per non mollare, per innamorarsi, per insegnare e per imparare.


Questo bisogna fare con la donna della propria vita, bisogna farla camminare, tenerla viva, alimentare la speranza che ci sia un posto in questo mondo nel quale la vecchiaia come lei l’ha sempre immaginata non esiste. E farle sentire che è lì che state andando, mano nella mano.
La banda degli invisibili, Fabio Bartolomei, p. 224

Piccola nota: Bartolomei non rompe solo lo stereotipo del vecchio burbero, un po' apatico, ma anche quello dei ragazzini superficiali e inebetiti dagli smartphone, mettendo uno degli invisibili nei panni dei secondi. Una bella prospettiva, lasciatemelo dire.

Ora capisco perché i ragazzi passano ore a scriversi messaggi con i telefonini. È il gusto dell’attesa, lo stesso che provavamo noi quando spedivamo una lettera e dal giorno dopo iniziavamo a controllare la cassetta della posta. La stessa sensazione di sospensione concentrata in pochi secondi, che si ripete anche trenta volte al giorno.
La banda degli invisibili, Fabio Bartolomei, p. 217

Chi è Fabio Bartolomei

Romano, classe '67, lavora come pubblicitario e sceneggiatore. Nel 2004 ha girato il cortometraggio "Interno 9" grazie al quale si è aggiudicato il Globo d'oro.
Con Edizioni e/o ha pubblicato altri tre libri:

  • Giulia 1300 e altri miracoli (2011): Edoardo Leo lo ha trasformato in un film intitolato "Noi e la Giulia"
  • We are family (2013)
  • Lezioni in paradiso (2014)

Polemiche politiche a parte (quando ha spiegato la proposta del ponte sullo stretto con la naturale fissazione dei vecchietti per i cantieri, sono morta dalle risate), cosa ne pensate?

Buone letture,
Angela


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Diventare scrittore: Antonino Marino e "Il custode di anime" | Good Book Night

Pubblicare un libro in Italia: l'esordio di Antonino Marino








Ho scritto un romanzo. 
Quante volte lo avete sentito dire a un amico, a una collega dell'università o di lavoro? Il vero problema (ok, non che la fase stesura sia semplice!) è a chi inviare i manoscritti, come muoversi per trasformare una bozza in libro?  Non tutti ci riescono, è un dato di fatto. Il panorama editoriale è complesso: se escludiamo tutti gli autori autopubblicati e quelli che si affidano a case editrici a pagamento, per ogni aspirante scrittore che si propone altri 10 restano fuori.

L'idea vi frulla in testa da un po', ci avete lavorato per mesi, forse anche più. Dunque, ironicamente, la domanda da un milione di euro è: come riuscire a pubblicare un romanzo inedito senza pagare? Ognuno ha la sua storia: conosco autrici che sono state scoperte sul web dai talent scout tramite siti di scrittura amatoriale (EFP, Wattpad, per intenderci), autori che hanno inviato il proprio manoscritto a centinaia di case editrici prima di ottenere una risposta, altri ancora hanno iniziato con l'autopubblicazione su Amazon e sono poi entrati in contatto con le CE. 

Oggi vi racconto una di queste storie. Antonino Marino, classe '89, è reggino di nascita ma romano per cause di forza maggiore. Dopo la laurea in Editoria multimediale alla Sapienza, ha inseguito il suo sogno di scrivere e lavorare nella comunicazione, ad ogni costo. Nel novembre 2017 è riuscito a pubblicare con Zerounoundici edizioni il suo primo romanzo fantasy.

Il custode di anime: la trama

Un'eclissi solare cambia la vita di Erik, giovane studente liceale. Il destino lo porta a entrare in contatto con un mondo irreale, quello di Lux, e ad iniziare un viaggio alla scoperta di questo regno magico, pieno di creature mai viste. Non è un viaggio facile: il tempo scorre inesorabile, antichi nemici si ripresentano, dopo secoli, alle porte di Lux per conquistarlo. Erik scopre di possedere un potere nascosto ma solo con un duro addestramento riuscirà a contenere tre anime in un solo corpo: quella del guerriero, del mago e dell’angelo. Sostenuto dal popolo di Lux, da nuove nuove amicizie e, forse, da un nuovo amore, non gli resta che prepararsi alla battaglia finale.



Come pubblicare un romanzo: intervista ad Antonino Marino


Non resta che dare la parola proprio all'autore: com'è nato Il custode di anime e come è arrivato a pubblicare il suo primo romanzo, coronando il sogno di diventare scrittore? Scopriamolo!

Ciao, Antonino! Il custode di anime è il tuo romanzo d'esordio. Com'è nata l'idea di questa storia e la scelta del genere fantasy?

Ciao, Angela. La storia è nata un po’ per caso. L’input me lo ha dato sicuramente un sogno, uno dei pochi sogni di cui, una volta sveglio, mi sia ricordato il contenuto. Poi il tempo libero e le giornate passate a sostenere interminabili colloqui di lavoro, mi hanno dato il tempo e la voglia di creare da quello strano sogno, un progetto.

C'è un personaggio del tuo libro in cui ti identifichi o che è ispirato a persone reali?

Il mio libro non è autobiografico, ma penso che il protagonista sia facilmente identificabile, con ognuno di noi. Tutti vorremmo che la nostra vita cambiasse di punto in bianco, con o senza la bacchetta magica. Nel mondo di oggi è facile mescolare bene e male, ma tra i due, il secondo se pur seducente non deve farci dimenticare i sani valori del primo.

Hai lavorato come giornalista, hai partecipato a premi sulla comunicazione, concorsi letterari nazionali, lavori come social media specialist in un ufficio stampa e adesso hai pubblicato anche un libro. Mi sembra evidente che per te scrivere sia davvero tutto: quanto è importante nella tua vita?

Angela, ti rispondo con le parole di Roberto Saviano, che qualche tempo fa mi hanno conquistato, e ancora oggi le sento mie:

La scrittura è stata ed è medicina, piacere, casa, riconferma che esisto, ma anche straordinaria - forse unica per me - possibilità d'incontro, e non penso solo a libri e articoli ma anche a Facebook, che è la mia piazza, il mio bar, il mio ristorante, il mio giardino pubblico e la mia passeggiata a mare.

Tanti aspiranti scrittori prima di arrivare in casa editrice passano da luoghi della scrittura amatoriale online come "EFP" o "Wattpad". Tu che esperienza hai di questi siti? Pensi siano utili?

Io ho prima pubblicato una bozza di alcuni capitoli di questo romanzo online su "EFP" e dopo che ho riscontrato un buon seguito ho puntato a cercare una casa editrice che prendesse in carico questo mio progetto.

La domanda del secolo: come sei entrato in contatto con Zerounoundici edizioni? Qual è stato il percorso di pubblicazione de Il custode di anime?

Sono entrato in contatto con Zerounoundiciedizioni a giugno dello scorso anno. Negli ultimi diciotto mesi mi ero affidato ad un’agenzia letteraria toscana ,“Il gatto nero”, perché ero stanco di ricevere offerte di pubblicazione, soprattutto dai grandi gruppi editoriali, in cui ero io a rimetterci, finanziando in toto la mia opera. 
L’agenzia “Il gatto nero” ha avuto invece, da me una cifra irrisoria per cominciare a lavorare sul romanzo che prima è stato letto, rivisto e inoltrato alle case editrici indipendenti di tutta Italia. Da quella quota iniziale, non mi ha chiesto più nulla. La casa editrice Zerounoundici edizioni non era stata la sola a farmi una proposta editoriale, ma dopo un’analisi della proposta e dopo un’attenta lettura del contratto, ho accettato. Devo dire che le opinioni positive, non solo dell’agente letterario, ma anche degli utenti in rete, hanno fatto sì che questo cammino iniziasse.

Avevi in mente un target di lettori quando lo hai scritto?

Il target non l’ho stabilito. Ogni volta che scrivevo una pagina pensavo però che la storia dovesse essere letta da tutti. È un breve romanzo che non usa terminologie specialistiche e so che il genere fantasy è letto in ogni fascia d’età. Ovviamente ho avuto più riscontri di lettori tra i 16 e i 35 anni.

Conosci te stesso è il mantra che fa da filigrana a tutto il tuo romanzo: quale messaggio hai voluto dare ai lettori

Come dicevi bene, le pagine di questo romanzo, sono guidate dal motto socratico e vogliono spingere il lettore a scoprire il proprio "Io", combattendo i demoni che si insinuano nel proprio inconscio.
Tutti ogni giorno lottiamo perché vengano rispettati i nostri diritti, per ottenere il rispetto del nostro capo, per difendere chi amiamo. Per fare tutto ciò, dobbiamo ricordarci sempre di essere consapevoli di noi stessi. Nessuno ci conosce meglio. Se sapremo conoscerci, la nostra vita sarà migliore.


Un insegnamento sicuramente da non sottovalutare. Conoscersi, ma, forse soprattutto conoscere i propri sogni può essere la chiave per riuscire a trovare la propria strada. Antonino ce lo racconta non solo con il suo libro, ma anche con la propria storia: crederci e non smettere mai di provarci sono gli imperativi necessari per realizzare i propri obiettivi.


Il custode di anime è disponibile sia in cartaceo che in ebook e lo trovate in diversi store online:



Vi è piaciuta la sua storia? Qual è la vostra esperienza del mondo editoriale? Fatemelo sapere nei commenti o scrivendomi tramite il modulo contatto che trovate sulla destra! E non dimenticate di leggere il libro di Antonino :)

Angela

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Febbraio Sotto la Ghirlandina: appuntamenti con i libri a Modena | Good Book Night

Libri e autori a Modena: quali incontri seguire 






Buongiorno a tutti! Eccomi con il calendario di eventi libreschi di questo mese. Tra tutti, voglio evidenziarvi a  l'incontro a fine febbraio con Paolo Cognetti, vincitore del Premio Strega 2017, al Forum Monzani!


Racconti poetici e favolosi di Mariarosa Zanasi

11 febbraio dalle 18.00 alle 20.30 @ Libreria Ubik Modena
L'autrice dialogherà con le professoresse Carla Bertacchini e Claudia Forni.

1984 Lettura a puntate del romanzo di George Orwell (doppio appuntamento)

1 e 15 febbraio dalle 18.00 @ Biblioteca Delfini
Continua il ciclo di incontri in biblioteca dedicati alla lettura ad alta voce dei capitoli di uno dei romanzi che più mi hanno scombussolata. Nei due appuntamenti di febbraio a prestare la propria voce saranno Stefano Moretti e Luca Carboni.
L'ingresso è libero fino ad esaurimento posti.

Presentazione Cinquant'anni dopo di Michele Giorgio e Chiara Cruciati

2 febbraio dalle 21.00 @ Sala Pucci (Largo Pucci, 40) 1967-2017 I territori palestinesi occupati e il fallimento della soluzione dei due StatiSaranno presenti l'autore Michele Giorgio e il giornalista palestinese Bassam Saleh.
Organizzata dall'Associazione Modena incontra Jenin.


Lo stato d Dio di Silvia di Giacomo

3 febbraio dalle 17.30 alle 19.00 @ Emily Bookshop
Presentazione del romanzo distopico ambientato nell'Italia del 2031 ed edito da Fernandel- L'autrice dialogherà con Gianluca Morozzi.

Presentazione Schiavoni Blues di Antonio Rigo Righetti

3 febbraio dalle 17.30 alle 18.30 @ Mercato Albinelli
Nell'ambito della rassegna Libri al mercato, la presentazione del libro scritto dal rocker modenese, ed edito da Artestampa, per raccontare un luogo, crocevia di incontri e storie, caso alla città: il bar Schiavoni. 

Incontro con Paolo Rumiz

4 febbraio dalle 17.30 @ Forum Monzani
L'autore presenta il suo ultimo libro La regina del silenzio, edito da La nave di Teseo.
Parteciperanno all'evento anche il Maestro Igor Coretti-Kuret e alcuni musicisti della sua European Spirit of Youth Orchestra

Per tre righe nei libri di storia. Se non ora, quando? E dintorni

4 febbraio dalle 18.00 @ Teatro delle Passioni
L'appuntamento rientra tra le iniziative organizzate in occasione del Giorno della Memoria. Letture a cura  dell’attore Piero Traldi e conversazione sul libro di Primo Levi con il critico Domenico Scarpa, e Fausto Ciuffi, direttore scientifico di Fondazione Villa Emma.


Presentazione Vampiri conosciuti di persona di Roberto Barbolini

10 febbraio dalle 17.30 @ Emily Bookshop
Barbolini, nato a Formigine e autore di diversi romanzi e raccolte di poesie e racconti, presenta il suo ultimo libro edito da "La nave di Teseo". Vampiri sono i personaggi di ogni genere incontrati lungo la strada dall'appennino modenese all'Ungheria e popolano aneddoti e storie che si collocano tra realtà storica e dimensione onirica.


Presentazione Cucino ergo sum. Che ne sai tu di un campo di fave? di Carlo Vanni ed Eliselle

17 febbraio dalle 17.30 alle 18.30 @ Mercato Albinelli
Secondo appuntamento di febbraio per il ciclo Libri al mercato, stavolta con un libro pubblicato da Edizioni del Loggione.

Simone Carta e il Ribaltami Tour

24 febbraio dalle 20.00 alle 22.00 @ Strada Vaciglio centro, 214
Il giovane autore modenese presenta Tu fai arte di me, il nuovo libro di poesie pubblicato con Miraggi edizioni dopo Finalmente ho messo in disordine del 2016.
Organizzato dall'Associazione Cassetto Culturale.

Incontro con Paolo Cognetti

25 febbraio dalle 17.30 @ Forum Monzani
Sul palco dell'auditorium l'autore che con Otto montagne ha vinto il Premio Strega 2017.
Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

I lunedì con Calvino - Il principe Canarino

26 febbraio dalle 18.00 alle 19.00 @ Libreria Ubik Modena


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Chiunque voglia segnalare un evento sfuggito a questa lista, può scrivere alla mia mail o inviare un messaggio privato sulla mia pagina Facebook! Mi raccomando, specificate almeno:
  • nome dell'iniziativa; 
  • orario; 
  • luogo; 
  • organizzatori
Mail: goodbooknightblog@gmail.com
Pagina Facebook: Good Book Night

Buone letture,
Angela

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San Geminiano nel racconto dello scrittore modenese Ugo Cornia

Nebbie e miracoli, autostrade e fast food



Ghirlandina Modena copertina racconto Ugo Cornia




Note speciali: quando irriverenza e rispetto per la tradizione trovano un bellissimo punto d'incontro

 Editore: Il Dondolo| pp. 14


La leggenda di San Geminiano

Il 31 gennaio è una ricorrenza cara ai modenesi, che in questo giorno celebrano il patrono della città.
Geminiano, nato a Cognento, divenne vescovo di Modena per elezione popolare tra il 350 e il 360 d.C. La tradizione lo ricorda come grande esorcista e punto di riferimento per la comunità, che proprio a lui si rivolse le proprie preghiere di fronte all'imminente assedio dell'esercito guidato da Attila. La leggenda narra che una fitta nebbia avvolse la città, nascondendola alla vista dell'armata.
Il miracolo è stato, tra l'altro, recentemente ripreso da Luca Zamoc e Luca Lattuga, writers modenesi, nel murales "Ca' Zemian. La chiesa della nebbia", realizzato per il refettorio "La Ghirlandina" di via Leodoino, all'interno di Palazzo Bentivoglio.
Secondo la tradizione agiografica, una seconda volta San Geminiano salvò Modena da un'invasione nemica: nel 1511, quando apparve sotto le spoglie di un "glorioso vecchio", spaventando a morte i soldati francesi.

Il miracolo della nebbia visto da Cornia

Non esiste modenese, di nascita o adozione, che non conosca la leggenda di San Geminiano e il suo miracolo della nebbia. Quello di Ugo Cornia è un altro modo di narrare questa leggenda, così preziosa per la città. Il suo racconto ironico, sopra le righe, riporta la figura del "glorioso vecchio" canuto tra i comuni mortali, intento a indovinare, in un quiz proposto da Dio, quale sarà l'arma che il Signore gli concederà contro Attila.

Pieno di fiducia Geminiano si rivolge a Dio e chiede: "Ci rifornirai di diecimila galline esplosive da tirare in testa agli Unni?" Dio non tarda a risponde: "Sbagliato. Vi restano soltanto altri tre tentativi". Nuovo scoramento, qualcuno, finito momentaneamente sotto l'influenza del demonio, inizia a dire: "Quello là è un tirchio della malora, va a finire che non ci manda un cazzo di niente".
Nebbie e miracoli, autostrade e fast food, Ugo Cornia, p. 6

San Geminiano vs San Prospero e le autostrade

Il miracolo Geminiano lo compie, la nebbia scende. Ma non tutti sono d'accordo su questa versione. Innanzitutto, ci sono i reggiani, che al loro San Prospero attribuiscono lo stesso miracolo a beneficio della città di Reggio Emilia. Poi ci sono Ermanno Cavazzoni e Stefano Tonietto, "noti storici dell'epoca tardo antica" li definisce scherzosamente Cornia, in realtà scrittore reggiano il primo e latinista padovano il secondo. Entrambi vivi e vegeti nel nostro secolo. Ne vien fuori una esilarante disquisizione a tre su percorsi di guerra, vescovi imbroglioni, autostrade odierne, preferenze unne a tavola e a letto, fino a scomodare persino Garibaldi. Il tutto a sostegno o a sfavore della tesi per cui Attila non sarebbe mai neanche passato da Modena.

Nelle note alla fine dell'ebook, Nebbie e miracoli, autostrade e fast food viene definito come "una leccornia che non può mancare nella biblioteca digitale di nessun modenese". Non solo sono assolutamente d'accordo, ma credo anche che l'originalità, la freschezza dei toni e l'irriverenza con cui la storia di questo santo è raccontata nelle pagine di Cornia, possa incuriosire e far conoscere la leggenda di San Geminiano e un'importante tassello della tradizione modenese anche a chi per l'agiografia non nutre alcun interesse.

Dove e come scaricare gratuitamente il racconto

Nebbie e miracoli, autostrade e fast food è un ebook di pubblico dominio, edito da Il Dondolo, casa editrice digitale del Comune di Modena. L'epub e il pdf  sono scaricabili senza alcun costo dal sito Emilib (per i  libri del catalogo open source non è necessario il login).

Altre pubblicazioni di Ugo Cornia

Lo scrittore modenese ha pubblicato libri con diverse case editrici e, insieme al sopracitato Cavazzoni e altri, ha contribuito con un proprio capitolo al documentario collettivo Formato ridotto. Libere riscritture del cinema amatoriale con l'episodio intitolato Strade.
  • Sulla felicità a oltranza (Sellerio, 1999)
  • Quasi amore (Sellerio, 2001)
  • Roma (Sellerio, 2004)
  • Le pratiche del disgusto (Sellerio, 2007)
  • Sulle tristezze e i ragionamenti  (Quodlibet, 2008)
  • Le storie di mia zia (e di altri parenti) (Feltrinelli, 2008)
  • Modena è piccolissima - scritto con Giuliano Della Casa ( EDT, 2009)
  • Operette ipotetiche (Quodlibet, 2010)
  • Autobiografia della mia infanzia (Topipittori, 2010)
  • Il professionale. Avventure scolastiche (Feltrinelli, 2012)
  • Scritti di impegno incivile (Quodlibet, 2013)
  • Animali (topi gatti cani e mia sorella) (Feltrinelli, 2014)
  • Sono socievole fino all'eccesso (vita di Montaigne) (Marcos y Marcos, 2015)
  • Buchi (Feltrinelli, 2016)

Consigli non richiesti

Su Emilib trovi anche Un quaderno rosa, ebook gratuito scritto per Il Dondolo da Stefano Massini.

Buone letture,
Angela
Continue reading San Geminiano nel racconto dello scrittore modenese Ugo Cornia

Scrittori sui social network: quali seguo, quali evito come la peste | Good Book Night

Autori italiani e stranieri su Facebook, Instagram e Twitter. Dove trovarli e perché seguirli?

scrittice sui social twitter facebook instagram



Buongiorno, lettori! Il post di oggi nasce da una riflessione scaturita dalla lettura dell'articolo pubblicato sul blog Scratchbook da Maria Di Biase e Andrea Siviero: Cinque cose da fare (e cinque cose da non fare) se vuoi promuovere la tua scrittura online. Anch'io come loro voglio partire da Salinger, l'autore così schivo da scatenare negli altri un interesse morboso per la sua vita privata. Quando ho letto la prima volta Il giovane Holden, mi sono rivista come lettrice in una particolare frase:

"Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere e tutto quel che segue vorresti che l'autore fosse un tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira"
Il giovane Holden, J. D. Salinger

Nel 2018 la possibilità di sentirsi vicini ai propri autori preferiti (no, non sto incoraggiando lo stalking seriale!!!), di conoscere un po' meglio le loro vite e sbirciare i lavori in corso di un libro è letteralmente a portata di click.
Sono tantissimi gli scrittori che per uso personale o promozione editoriale sono iscritti e postano su diversi canali social. Non tutti curano la propria presenza nel modo giusto, lo spiega bene Maria nell'articolo (che vi ho linkato in fondo) con un elenco di comportamenti che si dovrebbero assolutamente evitare sul proprio account. Quanti hanno smesso di seguire quell'autore esordiente che insultava a man bassa ogni utente che aveva recensito negativamente il suo libro? Presente! E scrivo "esordiente", perché con i più noti non mi è mai capitato, ma ciò non significa che non accada (o forse ci stanno più attenti e sono guidati nella  comunicazione social).

Come (non) pubblicizzare i propri libri sui social network

gif Oliver Baston evita bolide a Quidditch


Iniziamo con il genere di autore che schivo come fosse un bolide durante una partita di quidditch:


  • La mina vagante. Non regge le critiche e usa tutti (dico TUTTI) i suoi social per rispondere alla recensione negativa, attaccando sul piano personale il lettore in questione con frasi del tipo "Non hai una vita", "rosiconi!", "invidiate il mio successo". Giuro, ho letto roba del genere su FB e TW. Anche no. Mi fate passare la voglia di leggere i vostri pensieri in 280 caratteri, figuriamoci i vostri libri.
  • Il pubblicatore seriale. Sul suo account Instagram ripropone 7 giorni su 7, 24 ore su 24 SOLO ed esclusivamente il proprio libro con foto della copertina replicata massivamente o, se va bene, con qualche modifica allo sfondo. Quando l'originalità sta a zero. Neanche Flash sarebbe veloce come me a cliccare sul defollow o silenziarvi.
  • Gli arrapati. Premessa: uno è libero di condividere, mettere like, commentare, scrivere quello che gli pare sui propri social. Tuttavia, permettetemi di sottolineare che, se usate il vostro account per promuovere la vostra attività e i vostri romanzi, dovreste cercare il giusto equilibrio tra contenuti editoriali e vita privata. Io, a proposito di libertà sui social, avrò pure il diritto di non avere il feed di Twitter pieno dei culi cui mettete il cuoricino?


Queste tre sono le categorie che evito come la peste, ma seguo molti autori e autrici su Facebook, Instagram e Twitter, non tutti per lo stesso motivo o con la stessa frequenza.
Tra questi, diversi autori giovani e forse meno conosciuti a livello nazionale come Giorgia Penzo (vi consiglio il suo Twitter e il suo blog).

Scrittori italiani sui social


Partiamo da Fabio Genovesi e Alessandro d'Avenia. Li seguo entrambi su Facebook, Twitter e Instagram.  Loro fanno parte di quel gruppo di autori cui ho imparato a "voler bene", passatemi l'espressione, attraverso i loro libri. Seguirli sui social è un piacere, perché non sono finti, costruiti o autocelebrativi.
D'Avenia ha anche il blog Prof 2.0, in cui parla dei suoi romanzi, segnala eventi e presenta i progetti collaterali connessi ai libri, come gli spettacoli teatrali ispirati alle sue ultime pubblicazioni.

Poi ci sono Violetta Bellocchio e Loredana Lipperini: donne che hanno reso il loro talento un canale per comunicare oltre i loro romanzi.
La Bellocchio, autrice di Mi chiamo Sara,vuole dire principessa e Il corpo non dimentica, ha lanciato online il progetto Abbiamo le prove, dove vengono pubblicati racconti veri e autobiografici scritti da donne.
La Lipperini è un'autorità tra i litblog, inutile sottolinearlo. Oltre al suo blog, Lipperatura, non potete non seguirla su Facebook.
Su Twitter vi consiglio di seguire Nadia Terranova (vi ho parlato di lei in occasione dell'incontro a Modena per il Festival PassalaParola): è anche una delle autrici parte di Abbiamo le prove e dell'antologia Quello che hai amato, nata dal progetto.

Tra le new entry del mio Facebook feed c'è Alice Basso: sono rimasta folgorata dalla sua Vani, dopo aver letto il racconto La ghostwriter di Babbo Natale. Leggendo i suoi stati su Facebook non è difficile immaginare come un personaggio così sarcastico sia uscito dalla sua penna. Da seguire soprattutto se vi interessa il mondo dell'editoria!

Infine ci sono quelle autrici che seguo da quando hanno esordito e da fanwriter di EFP (un mondo di cui ho fatto orgogliosamente parte) sono diventate scrittrici pubblicate da CE. Impossibile per me non citare Virginia de Winter alias Savannah alias Serena Nobile. Autrice della saga fantasy Black Friars con il suo pseudonimo per Fazi e di Quello che i tuoi occhi nascondono per Mondadori.

Scrittori internazionali online


Se c'è un vantaggio nella presenza degli scrittori stranieri sui vari canali è quello di poter rimanere sempre aggiornati su cover reveal, release date, snippet, contenuti extra. Tanto più se, come me, non aspettate sempre la traduzione italiana di un loro romanzo.

In questo senso trovo utili e sempre aggiornati gli account di Cassandra Clare, che oltre ad essere presente in modo assiduo su Twitter, Instagram e Tumblr (dove risponde alle domande dei fan quasi in real time!), invia contenuti esclusivi ai fan iscritti alla sua newsletter, come quando a novembre ha annunciato la stesura della nuova serie Sword Catcher, stavolta di genere high fantasy e rivolta a un pubblico adulto.

Veronica Roth è un po' meno generosa di informazioni sui suoi work in progress, ma quando le risorse scarseggiano bisogna pescare dove si può: ad esempio, aspettando il sequel di Carve the Mark, è stato un sollievo leggere uno straccio di notizia sulla data di pubblicazione e cover sul suo Instagram. Per inciso: The fates divide uscirà negli USA il 20 aprile 2018.
Sempre per lo stesso motivo, seguo su Twitter Terry Brooks e Neil Gaiman, che spesso commenta notizie della letteratura fantasy.
Last but not least, un caso di interesse non proprio "letterario": mi riferisco a J. K. Rowling che su Twitter non è nuova a schermaglie di natura sociale e politica.

Per approfondire: su Twitter trovate la mia lista Scrittori e scrittrici al completo!

Voi cosa ne pensate? Quali scrittori e scrittrici seguite sui social e quali vi irritano?




Buone letture,
Angela

Per approfondire: Cinque cose da fare (e cinque cose da non fare) se vuoi promuovere la tua scrittura online di Maria Di Biase e Andrea Siviero su Scratchbook

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Il mare dove non si tocca di Fabio Genovesi | Good Book Night

L'ultimo romanzo di Genovesi, il cantastorie della Versilia

bambino il mare dove non si tocca Fabio Genovesi



Note speciali: una narrazione meravigliata che fa innamorare tutte le volte
Editore: Mondadori | Anno: 2017| pp. 324



Buongiorno, lettori! Oggi voglio parlarvi del libro che più ho atteso nel 2017: Il mare dove non si tocca, pubblicato da Fabio Genovesi il 2 dicembre con la Mondadori. Di suo avevo già letto due anni fa Chi manda le onde, vincitore del Premio Strega Giovani di quell'anno, acquistato sull'onda dell'entusiasmo dopo aver partecipato alla presentazione del libro alla Biblioteca Delfini di Modena. Quando mi chiedono quale sia il mio autore italiano preferito (buoni propositi per il nuovo anno: leggerne di più) rispondo senza esitazione: Fabio Genovesi. La sua narrazione meravigliata mi fa innamorare tutte le volte.


Fabio Mancini e la sua prorompente famiglia

Quando cresci con una mamma, un papà e una carrellata di nonni matti da legare, la vita a 6 anni è tutt'altro che facile. Tanto più se scopri che questi nonni/zii non sono matti per caso, ma per via di una maledizione che tu, in quanto rampollo Mancini, potresti un giorno ereditare. Per gli uomini di casa che arrivano celibi a quarant'anni, infatti, non c'è via di scampo. E Fabio, quando il primo giorno di scuola si ritrova per la prima volta a contatto con dei coetanei, ha già difficoltà a trovarsi uno straccio di amico, figuriamoci una fidanzata. Aggiungeteci una famiglia travolgente e decisamente invadente. Una Versilia che si respira ad ogni pagina e si nasconde tra le pieghe dei personaggi. Un mondo visto con gli occhi di un bambino, che scopre quanto faccia paura nuotare al largo, lontano dai luoghi e dalle persone familiari. Capite perché l'ho adorato?

"Le storie vengono da lontano, ma respirano sott’acqua e hanno ali giganti per raggiungerti dovunque"
Il mare dove non si tocca, Fabio Genovesi, p. 21


Una sinossi in piena regola de Il mare dove non si tocca è impossibile. Come, d'altronde per il suo romanzo Chi manda le onde. Perché sono un'unica storia fatta di altre mille: alcune piccole, inserite come piccole tessere luminose in un più vasto mosaico, altre portanti, ma tutte si sostengono a vicenda, non sono un contorno, una decorazione o un semplice estro narrativo. Ci insegnano che le persone incontrate per caso, per sbaglio o per fortuna possono cambiarci la vita, spesso nel modo più inaspettato.
Nessuno meglio di Genovesi racconta la magia quotidiana, semplice quanto meravigliosa, che chiunque può riconoscere nella propria storia personale, se solo si sforza di cercarla, se accetta di guardare ancora una volta il mondo circostante con gli occhi sì ingenui, ma spesso spietati, di un bambino.

Come nel suo precedente libro, un evento doloroso spacca a metà la narrazione (e il lettore): ancora una volta accade alla persona che nella comune morale è la più buona, disinteressata, altruista. In questo caso si tratta del papà di Fabio, che cade in coma a causa di un incidente proprio nel momento in cui suo figlio, in balia di una famiglia stramba, di disagi della crescita, ha più bisogno di lui, del suo modo calmo di affrontare la vita, del suo saper aggiustare le cose.

Il mare dove non si tocca è un romanzo di formazione un po' sopra le righe


Un libro che parla della crescita come momento di scoperta del mondo "fuori" dalla famiglia e di sé, delle luci e delle ombre. Sulla conquista di una consapevolezza terrificante: i demoni che siamo così bravi a vedere negli occhi degli altri si annidano anche nei nostri e vengono allo scoperto lasciandoci basiti.



E se penso alle cose importanti che ho imparato in questi mesi, in fondo le ho imparate tutte così, tuffandomici dentro a caso, facendole da solo e per lui. è strano: aspetti sempre che qualcuno ti aiuti a imparare qualcosa, e invece impari così tanto quando sei tu che ti metti ad aiutare qualcun altro.
Il mare dove non si tocca, Fabio Genovesi, p. 313

Un tema, che ho apprezzato per il modo in cui Genovesi lo ha saputo trattare, è quello del bullismo: Fabio, come suoi amici un po' strambi, fa parte degli emarginati, esclusi dalle feste del compagni di scuola, costantemente sotto tiro. Eppure, diventa il lupo pronto a ferire nel momento in cui, per caso, si trova dall'altra parte della barricata e per un singolo istante nello sguardo di uno dei bulli coglie la possibilità per la prima volta nella sua vita di essere parte di quel gruppo, degli altri, di quelli che colpiscono. Non importa che a farne le spese sia un suo amico o quanto dopo si sentirà in colpa per la (non scelta) di intervenire in suo soccorso.

Il mare dove non si tocca è autobiografico?

Come altri romanzi di Genovesi è sicuramente ispirato alla vita vera, a ricordi d'infanzia, alla sua amata Versilia. "Le cose che finiscono nei miei libri non sono mai prese dagli altri, ma rubate" ha raccontato durante l'incontro del dicembre 2015 a Modena. Stavolta, Genovesi ha deciso di attingere alla propria storia e a quella di una famiglia numerosa, "quasi fuori dal suo tempo" (intervista a TuStyle). Dopo aver letto pagine in cui Fabio raccontava il mondo dal punto di vista di bambini come Luna o il suo amico Zot in Chi manda le onde, è stato interessante vedere la vita attraverso gli occhi di un Fabio bambino raccontato e ricordato dalla sua versione ormai adulta.

Altri libri di Fabio Genovesi


Al momento sono ferma a due romanzi letti, ma nella mia lista di libri in attesa ne trovate almeno altri due. I temi che l'autore riprende sono evidenti: emarginazione, diversità, la Versilia, l'idea del comunismo nella sua terra (lo troviamo nel nonno di Zot come negli zii di Fabio), la pesca e il mare, che ha un ruolo poetico e fondamentale nei suoi romanzi.

  • Versilia Rock City (2008)
  • Esche vive (2011)
  • Morte dei Marmi (2012)
  • Tutti primi sul traguardo del mio cuore (2013): ho sentito parlare per la prima volta di Genovesi proprio in merito a questo libro. Non sono appassionata di ciclismo, ma mi sono innamorata dell'idea dello scrittore, incaricato dal Corriere di seguire il Giro d'Italia, di raccontare una storia di gente del posto per ogni tappa.
  • Chi manda le onde (2015): vincitore del Premio Strega e tradotto all'estero con il titolo (finalmente per una volta posso criticare la traduzione inversa!) "Breaking of waves".


Per approfondire: La vita è una cosa meravigliosa se non ti stanchi di giocarci un pochino. Incontro con Fabio Genovesi.


Buone letture,

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7 scrittori diventati di pubblico dominio nel 2018 | Good Book Night

Leggere gratis: gli autori che hanno perso il copyright dal 1° gennaio 2018


libri decorazione soffitto





Buongiorno, lettori! A Capodanno c'è chi si riprende dal veglione, chi giura vendetta sul pandoro (che proprio quello, eh, gli ha provocato un'indigestione)...e chi va a spulciare la lista di autori che dal 1° gennaio sono ufficialmente diventati di pubblico dominio. Sto parlando di tutti gli scrittori le cui opere non sono più coperte da copyright, in quanto sono passati 70 anni dalla loro morte.
Ok, la questione in realtà è un po' più complessa: non significa che in automatico potete scaricare legalmente qualsiasi loro ebook, ad esempio (ad alcuni sembrerà una considerazione scontata, ma, fidatevi, non lo è!)

Cosa si intende per libro o autore di pubblico dominio?


Con la definizione "pubblico dominio" si fa riferimento alla libera riproduzione di un'opera (anche teatrale, musicale, pittorica per intenderci), non più quindi sottoposta a tutela legale. In pratica, gli eredi viventi dell'autore perdono i diritti sui guadagni derivati e non è necessaria alcuna autorizzazione per il loro utilizzo.
Non è un caso che il film d'animazione il Piccolo principe sia arrivato nelle sale proprio nel 2015: l'autore Antoine des Saint-Exupery è infatti morto nel luglio 1944, ovvero 70 anni prima.
I termini temporali di decadenza del copyright non sono comunque uguali in tutto il mondo (si considera sempre il paese d'origine dell'opera): in Messico gli eredi perdono i diritti sull'opera dopo 100 anni. Al contrario, in Canada sono tutelati solo per 50 anni.

Una situazione particolare è quella degli Stati Uniti, dove è stata fatta una distinzione tra le opere pubblicate prima e dopo il 1923. Fino al 1923 sono considerate di pubblico dominio, dal 1923 al 1963 sono tali solo se non viene rinnovato il copyright o se l'opera è priva di avviso relativo ai diritti. Quanto è stato pubblicato dopo il 1963 è invece sottoposto copyright fino a 95 anni non dalla morte dell'autore, ma dalla prima pubblicazione, decisione presa oltreoceano per tutelare i diritti su Topolino.

Discorso a parte, in Italia, viene fatto per le edizioni critiche o scientifiche di libri di pubblico dominio: su queste  le case editrici conservano i diritti per 20 anni, ma solo relativamente a note e apparato critico.

Scrittori e scrittrici di pubblico dominio a partire dal 2018


Emma Orczy e le imprese della Primula Rossa

Morta il 12 novembre 1947, il suo nome completo era niente di meno che Emma Magdalena Rosalia Maria Josefa Barbara Orczy. Una robetta facile da ricordare. La sua carriera di scrittrice iniziò dopo il matrimonio con il pittore Montague Barstow, che la incoraggiò a pubblicare i suoi scritti. L'opera per la quale è senza dubbio più famosa è La primula rossa, un ciclo di romanzi ambientato al tempo della Rivoluzione francese, più precisamente durante il Regime del Terrore. Protagonista della storia è una misteriosa figura, che firma le proprie imprese con il fiore scarlatto che dà il titolo alla saga e si erge a difesa dei nobili perseguitati. Il primo fascicoletto fu pubblicato in Italia cinque anni dopo (nel 1910) in allegato al Corriere della Sera e nel 1930 la Salani distribuì il volume completo. 
Dalla serie Primula rossa sono stati tratti due film: uno cinematografico (adattamento della piece teatrale) nel 1934 e due televisivi nel 1917 e nel 1982 con Jane Seymour e Ian McKellen.

Hans Fallada e la resistenza tedesca al nazismo

Scrittore tedesco morto il 5 febbraio 1947. Il nome con cui ha firmato tutte le sue opere è uno pseudonimo tratto dalle fiabe dei fratelli Grimm, all'anagrafe era registrato come Rudolf Wilhelm Friedrich Ditzen.
Il suo romanzo più famoso E adesso, pover'uomo?, tradotto in Italia prima da Mondadori nel 1933 e poi da Sellerio nel 2008, racconta la Germania tra i due conflitti mondiali attraverso la storia di Johannel Pinnenberg, rappresentante della borghesia colpito dalla crisi degli anni '20.
Tra le sue altre opere tradotte in italiano abbiamo Ognuno muore solo, definito da Primo Levi "il libro più importante che sia mai stato scritto sulla resistenza tedesca al nazismo", e Nel mio paese straniero, un diario sulla sua vita come intellettuale sotto il regime nazista scritto nel 1944, mentre si trovava rinchiuso in un manicomio criminale in Prussia.
Su Ognuno muore da solo è basato il film "Lettere da Berlino" (2016) diretto da Vincent Peréz con Emma Thompson e Brendan Gleeson.

Hugh John Lofting, il creatore del Dottor Dolittle

Autore britannico morto il 26 settembre 1947, anche per lui la scrittura, in un certo senso, è stata figlia della guerra: iniziò infatti a cimentarsi nella letteratura mentre si trovava in trincea durante la Prima Guerra Mondiale.
Gli altri soldati scrivevano lettere ai propri cari, Lofting inviava racconti per i figli. Nacque così un personaggio che molti di noi hanno conosciuto con il volto di Eddie Murphy: il Dottor Dolittle, il medico in grado di parlare con gli animali. Su di lui Lofting scrisse ben 14 romanzi.
In realtà la prima trasposizione cinematografica dei suoi libri risale al 1967: Il favoloso dottor Dolittle, diretto da Richard Fleischer, di cui il film del 1998 con Eddie Murphy, diretto da Betty Thomas, è un remake. Probabilmente più fortunato, visto che nel 2001 fu girato un sequel. Meno noti i tre film girati dal 2006 al 2009 in cui non compare più Eddie Murphy e la protagonista diventa Maya Dolittle, la figlia ormai adolescente del dottore.

Sergej L'vovič Tolstoj e le memorie del padre

Morto il 23 dicembre 1947 era il primogenito del più noto Lev Tolstoj. In vita si occupò soprattutto di critica musicale, ma dopo la morte del padre pubblicò nel 1962 in inglese un libro di memorie intitolato Tolstoy Remembered by His Son con la casa editrice newyorkese Atheneum.

Samuel Lloyd Osbourne, il figliastro di Stevenson

Scrittore statunitense, morto il 22 maggio 1947, in un certo senso anche lui figlio d'arte. Infatti la madre Fanny Van de Grift sposò in seconde nozze Robert Louis Stevenson, che proprio per lui, al tempo dodicenne, scrisse L'Isola del tesoro.
Insieme al patrigno collaborò per la stesura di tre romanzi:  La cassa sbagliata, Il relitto e Il riflusso della marea.

Marie Belloc Lowndes, che ispirò Hitchcock

Autrice britannica, morta il 14 novembre 1947. Tra i suoi romanzi il più famoso è sicuramente Il pensionante, un giallo incentrato sul delitti di Jack Lo Squartatore e pubblicato in Italia da Sellerio. Su questo romanzo è basato un film di Alfred Hitchcock del 1927.

Matthew Phipps Shiel e il primo romanzo apocalittico

Morto  17 febbraio 1947, lo scrittore britannico pubblicò diversi romanzi inseriti nel genere paranormale e fantasy. Il più noto è La nube purpurea che racconta la storia del dottor Adam Jeffson, unico scampato alla nube tossica generata da un'eruzione vulcanica che ha messo fine alla razza umana. O almeno così crede per diversi anni.
In Italia il romanzo, considerato il precursore del genere apocalittico, è stato tradotto per la prima volta parecchi anni dopo la prima edizione originale, che risale al 1901, con il titolo La nuvola porpora, poi modificato nell'edizione di Adelphi del 1967. A questo libro il regista Ranald MacDougall si è ispirato per il film "La fine del mondo" (1959).

Dove leggere gratis ebook di pubblico dominio


Pubblico dominio e traduzioni

Come ho scritto all'inizio, le edizioni critiche e le traduzioni non sono free: non potete riprodurre integralmente un libro tradotto da qualcuno che ci ha impiegato tempo, sangue e sudore, per non parlare delle immagini inserite all'interno che hanno un loro copyright e così via. Altrimenti le case editrici sarebbero così stupide a spenderci dei soldi? Anzi, spesso usano questi libri privi di diritti da pagare ad autore ed eredi per ammortizzare il proprio bilancio. In fondo, un classico della letteratura si trova a prezzi davvero bassi, a meno che non si tratti di una speciale edizione, ad esempio una illustrata (appunto come dicevo sopra).

Ebook gratuiti e dove trovarli

Tuttavia in rete esistono diversi siti e progetti che mettono a disposizione traduzioni libere e, se non possedete un ereader, potete comunque scaricare il file e stamparlo (certo, magari se è un libro di millemila pagine vi conviene di più comprare un'edizione economica o un libro usato).


  • MedialibraryOnline (MLOL): una rete per il prestito digitale che nella sezione Open (contrassegnata in arancio) mette a disposizione molte opere di pubblico dominio. Io solitamente accedo al loro database da Emilib (fantastica per prendere in prestito ebook molto recenti), che si appoggia al loro servizio ma è una rete localizzata e accessibile solo da Modena, Reggio Emilia, Parma e Piacenza per chi è iscritto alle biblioteche aderenti al progetto.
  • Feedbooks: nella sezione "public domain" trovate titoli di diverso genere, suddivisi per categorie.
  • Liber Liber: è probabilmente il portale più conosciuto tra quelli dedicati alla lettura digitale gratuita.
  • Progetto Gutenberg/italiano: personalmente uso questo sito più per cercare testi in lingua inglese (ad esempio, una raccolta di favole irlandesi che non riuscivo a trovare altrove), ma è navigabile in tantissime lingue. Contiene persino una categoria di libri (devono essere almeno 50 perché venga creata una sezione indipendente) in napoletano e calabrese, quindi diciamo che non si fanno mancare nulla!


Io tengo sempre a mente queste liste, soprattutto perché ok che leggere tanto fa bene alla mia mente, ma non tanto al mio portafoglio e questo è uno dei modi (oltre a biblioteche, prestito digitale, racconti etc) per non farsi mai mancare una buona lettura prima di andare a letto! :)

Voi dove scaricate legalmente gli ebook? 


Buone letture,
Angela
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Cose da lettori (illusi): lista di buoni propositi per il 2018 | Good Book Night

Buoni propositi del lettore (illuso)

checklist rosa con frase "Giuro solennemente di non avere buone intenzioni"


Ci siamo: questo 2017 è finito. Finalmente? Non saprei, non riesco a tirarne fuori un bilancio positivo o negativo. Piuttosto, mi sembra che l'ultimo anno per me sia stato in stallo nella prima parte e abbia goduto di una ventata di sana novità dall'estate in poi e questo me lo fa odiare già un po' meno.
Il blog mi ha spinta a mettermi in gioco, a sperimentare e (ok i calcoli non sono precisissimi) probabilmente a leggere qualche libro in più rispetto agli ultimi anni.
Il punto, però, è che a me i bilanci di fine anno fanno schifo e mettono tristezza. Quindi in questo post voglio prendermi un po' in giro e scherzare sugli aspetti della mia vita da lettrice mi piacerebbe correggere, ma, soprattutto, sulla consapevolezza che mi ritroverò qui alla fine del 2018 a guardare sconsolata una lista di buoni propositi completamente ignorata.

1. Risolvere la dipendenza dalle saghe letterarie



Ne ho parlato tante volte nei post: le serie di libri per me sono una sorta di droga. Ne sono altamente dipendente ed è un problema cui intendo porre rimedio. Perché? Innanzitutto mi sono resa conto che porto avanti la lettura di saghe iniziate 10 anni fa e che ormai sono fuori dal mio gusto (vedi la mia terribile lettura de Gli oracoli di Apollo di Rick Riordan). Questo porta via tempo a letture decisamente più interessanti. È lo stesso motivo per cui quest'anno ho definitivamente abbandonato serie tv come Once upon a time. Basta. Basta. Basta.


2. Occhio ai libri italiani



Nella mia lista "preferiti" ne ho davvero pochi ed è una cosa che mi dispiace tantissimo. Alcuni li ho scoperti grazie a incontri organizzati dalle librerie o dalle biblioteche a Modena (fortuna che essendo una persona curiosa, vado anche a presentazioni di autori che non so chi siano!): così ho conosciuto i libri, ad esempio, di Fabio Genovesi (allora aveva appena pubblicato Chi manda le onde), Giorgio Fontana, Francesca Diotallevi, le donne scrittrici del progetto Abbiamo le prove, fondato da Violetta Bellocchio.
Senza dubbio, leggere molti fantasy mi limita non poco: l'autore in un intervento a Modena Fabio Geda ha sottolineato come questo genere in Italia sia un po' maltrattato. Ma intendo impegnarmi in questo senso e, probabilmente, è un obiettivo più facile da raggiungere rispetto al precedente!

3. I libri della vergogna: quelli acquistati e mai letti



Mi capita soprattutto quando, approfittando di sconti particolari, acquisto tanti libri insieme. Non sempre sono dell'umore nelle settimane successive di leggere proprio quelli, così nel frattempo ne compro o prendo in prestito altri...e poi ancora, ancora, ancora. In sospeso in libreria ho al momento 4 libri acquistati e 1 ricevuto in regalo. Non sono neanche tantissimi, ma è deciso: prima del 2018 dovranno essere letti e recensiti (scommettiamo che alla fine del prossimo anno il numero sarà aumentato?)

4. Libri su Instagram



Ragazzi, davvero, fate delle foto così belle che li comprerei tutti. Tanto belle che a volte mi dimentico di leggere il commento in basso o verificare che l'account sia in linea con i miei gusti di lettura: cuoricino, salvo nella raccolta e l'appunto nella TBR. Pessima prassi. Per colpa della bookstagramania mi sono ritrovata a leggere I segreti di Nicholas Flamel che, come si capisce bene dalla mia recensione, è stato una grandissima delusione.

5. Libri con ambientazioni molto diverse



È tempo di cambiare. E con "cambiare" intendo: basta leggere libri ambientati in Inghilterra quando non leggo fantasy che parlano di mondi inventati. Giuro, non lo faccio apposta, ma puntualmente mi ritrovo tra le mani storie ambientate in Inghilterra, non importa che sia quella dei giorni nostri, medievale o non proprio storicamente contestualizzata. Bisogna salpare per terre lontane, nordiche magari? Mi ispirano tantissimo!

Per concludere, il proposito 0: crederci! Perché, lo so, che a dicembre 2018 leggerò questo post, scuoterò la testa e dirò: "Angela, ci sei cascata un'altra volta, dannazione!".

Sono l'unica a stilare liste come una povera illusa? Quali sono i vostri buoni propositi da lettori per il nuovo anno?

Sulla mia pagina Facebook e sul mio profilo Instagram trovate le immagini dei 5 Buoni propositi del lettore illuso :)



Buone letture, buon 2018, buon tutto,
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Lincoln nel bardo di George Saunders | Good Book Night

Recensione di Lincoln nel Bardo, vincitore del Man Booker Prize 2017



Note speciali: un libro che disorienta, oltre ogni aspettativa
| Editore: Feltrinelli|Trad.: Cristiana Mennella|  Anno: 2017| pp. 368


Lincoln nel Bardo: di cosa parla?

La guerra civile imperversa, gli scontri mietono vittime ogni giorno da ormai un anno. Una tragedia nazionale che si accompagna a quella intima e personale del Presidente Abraham Lincoln e della moglie Mary, costretti ad affrontare il dramma peggiore di un genitore: sopravvivere al proprio figlio.
Il piccolo Willie, il più giovane, si spegne al piano di sopra mentre la Casa Bianca apre le sue porte ad un ricevimento mondano. Una morte che segna in modo irreversibile Lincoln, che, incapace di accettarla, si reca di notte al cimitero in cui è stato temporaneamente posto il feretro e culla il suo bambino, come se stesse semplicemente dormendo. Proprio in questo cimitero conosciamo una a una le anime che da pochi anni o da secoli abitano quel mondo a metà tra la terra dei vivi e qualsiasi cosa ci sia dopo. Un luogo sospeso, popolato da donne e uomini incompiuti, incapaci di rassegnarsi alla propria morte, convinti di essere semplicemente malati, in alcuni casi autori in vita di terribili e imperdonabili atti. Solo i bambini non restano a lungo in quel luogo, e, le poche volte che accade, il loro destino è terribile, peggiore perfino della morte stessa. Proprio per questo, quando l'anima di Willie sosta in quel velo e inizia a logorarsi, tre anime decidono di intervenire e aiutare lui, e il padre affranto, a passare oltre.

Una trappola. Un’orribile trappola. Che scatta quando nasci. Prima o poi l’ultimo giorno arriva. Il giorno in cui devi uscire dal tuo corpo. Ed è già brutto. Poi metti al mondo un bambino. I termini della trappola si inaspriscono. Anche quel bambino dovrà andarsene. Ogni piacere sarà guastato da quella consapevolezza. Ma noi sempre speranzosi ce lo scordiamo.
Lincoln nel Bardo di George Saunders, p.123

Recensione

Lincoln nel Bardo è senz'altro uno dei libri più estranianti che io abbia mai letto. Di George Saunders, autore di racconti, non avevo letto mai nulla, ma ero preparata a leggere un libro storico dai toni surreali. La struttura corale - i capitoli in prima persona che raccontano le vicende terrene delle anime bloccate si alternano ai capitoli in cui la storia principale viene narrata a più voci dai presenti - mi ha destabilizzata. Mi rendo conto che questa scelta abbia un forte significato narrativo, ma da lettrice mi ha allontanata dai personaggi, non mi ha permesso di sentirmi realmente coinvolta. Ecco, il punto è che mi sono sentita una spettatrice a teatro di fronte al dolore di Lincoln, all'incomprensione di Willie e di altre anime della propria condizione.

 Il nodo alla gola, quello che stringe e mi fa girare l'ultima pagina di un libro con un sospiro, si è perso in quella baraonda di voci.

Ciò che, invece, mi è piaciuto di questo romanzo è la scelta di Saunders di focalizzarsi sul dolore del padre, non su quello della madre, come spesso avviene. Una sofferenza sorda, imbarazzante quasi per chi vi assiste, che mette a nudo un'anima maschile come pochi romanzi sanno fare.

Cos'è il Bardo?

Me lo sono chiesta anch'io, non avendone mai sentito parlare (o almeno, ne conoscevo il significato nella cultura celtica, ma non aveva molto senso). Così ho fatto un po' di ricerche e ho scoperto che si tratta dello stato in cui, secondo la religione buddista, sostano le anime dopo la separazione dal corpo, nel periodo tra la morte e la propria rinascita. Le coscienze bloccate nel bardo, come viene spiegato sul sito Tibetan Medicine, vivono una continua sofferenza per la mancata accettazione del proprio trapasso (nel libro di George Saunders le anime sono convinte di essere semplicemente malate e che da un momento all'altro potranno tornare alla vita di prima), alla famiglia che hanno lasciato o comunque ai propri averi terreni. Questo ostacola la loro reincarnazione e dipende dal karma, in particolare, della vita precedente.
La scelta di questo tema non stupisce: Saunders è uno studioso del buddismo Nyingma. Nell'intervista rilasciata a Ennio Ranaboldo per L'Indice dichiara:

Ebbene, sono un buddhista e un ex-cattolico o forse oggi sono un buddista-cattolico. L’idea che trovo intrigante è che il momento della nostra morte non sarà – non potrà essere – molto diverso da questo momento qui ed ora. Le nostre menti e le nostre abitudini continueranno.

Man Booker Prize 2017

Come avrete sicuramente letto, Lincoln nel Bardo ha vinto quest'anno il Man Booker Prize, premio che viene assegnato al miglior romanzo pubblicato in lingua inglese. Nella rosa dei candidati c'erano libri che stanno riscuotendo grande successo come 4, 3, 2, 1 di Paul Auster, Exit West di Mohsin Ahmid (entrambi nella mia TBR) e, in longlist, La ferrovia sotterranea di Colson Whitehead.

Lista completa Booker Prize (shortlist e longlist)


  • 4 3 2 1 di Paul Auster (Einaudi)
  • Storia dei miei lupi di Emily Fridlund (in Italia verrà pubblicato prossimamente dalla DeA)
  • Exit West di Mohsin Hamid (Einaudi)
  • Elmet di Fiona Mosley (romanzo d'esordio, non è stato tradotto in Italia)
  • Autumn di Ali Smith (in Italia uscirà ad aprile 2018 con la SUR)


  • Days Without End di Sebastian Barry (di suo in italiano potete leggere Long long way e Il Segreto pubblicati con Instar Libri e Bompiani)
  • Solar Bones di Mike McCormack (non è stato tradotto in Italia)
  • Reservoir 13 di Jon McGregor (non è stato tradotto in Italia, ma dell'autore potete leggere Se nessuno parla di cose meravigliose e Diversi modi per ricominciare, pubblicati da Neri Pozza, o il più recente Neanche i cani edito da Isbn)
  • Il ministero della suprema felicità di Arundhati Roy (Guanda)
  • Home Fire di Kamila Shamsie (non è stato tradotto in Italia, ma la C.E. Ponte alle Grazie ha pubblicato quattro suoi libri: Sale e zafferano, Ombre bruciate, Versi spezzati e Kartografia)
  • Swing Time di Zadie Smith (Mondadori)
  • La ferrovia sotterranea di Colson Whitehead (Edizioni Sur)



Gli altri libri di George Saunders pubblicati in Italia


  • Bengodi e altri racconti (Minimum Fax 2015)
  • Pastoralia (Einaudi, 2001/ Minimum Fax 2014)
  • L' egoismo è inutile. Elogio della gentilezza (Minimum Fax, 2014)
  • Dieci dicembre (Minimum Fax, 2013)
  • Nel paese della persuasione (Minimum Fax, 2010)
  • Il declino delle guerre civili americane (Einaudi, 2005)
  • I tenacissimi sgrinfi di Frip (Mondadori, 2002)



Su Saunders ho letto commenti e recensioni entusiaste da persone di cui apprezzo il punto di vista, quindi ho finito di leggerlo con il dubbio: "lo avrò frainteso io?".
Il quesito lo giro a voi, che ne pensate?

Buone letture,

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